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(31) L'uomo nella società ... il concetto di violenza28 febbraio 1973 RAPPORTO K (31)
Un giovane universitario, socio e simpatizzante del movimento di "lotta continua" chiede: Desidero che sviluppi questi argomenti:
l'uomo nella società per una sua migliore evoluzione spirituale, e il concetto di violenza. C K Ciò è buona memoria ma non intendimento pieno. Ora io dico che questo è argomento importante. E come tale va trattato. Io ora dico ascoltate. Che forse l'uomo nei millenni ha saputo organizzare e strutturare la società secondo le leggi di Dio? Voi uomini troppo spesso ignorate Dio. Ecco perché Dio vi lascia al vostro cammino. Ecco perché Dio non si cura spesso di guidare i vostri passi. Ma in fondo è vostro compito andare avanti e secondo ciò che la vostra intelligenza vi detta. Io dico che l'uomo è creatura ben assortita e complessa. Esso e una creatura ben strana. L'uomo rinnega spesso quei valori che potrebbero portarlo sulla giusta via. Ma perché l'uomo fa questo? La società umana di ieri e di oggi ha ed è malata, il male la porta al caos ma non alla degenerazione perché - rammenta - dai caos tutto si aggiusta. E sai tu perché? Perché l'uomo ha in sé la buona semenza. Ecco, la buona semenza porta frutti buoni e frutti non buoni che Dio apprezza poiché i primi vanno bene per il bene, mentre i secondi van male ma per la concordia e per l'armonia - che viene dopo - con i primi. La società offre ciò che in sé è di meglio, con ciò ti dico che il male va curato nel nome e nei trionfo di questo meglio che è quanto serve. Il resto è poca cosa. Ma l'uomo erra. Ed errando, l'uomo non sa che rallenta la sua stessa evoluzione. Perché egli agisce così? Io dico che l'uomo è ciò che voi direste un isola. Ebbene, chi è un isola non è legato all'altro uomo. Ecco l'errore. Il rispetto dell'individuo per l'individuo sì, ma il rispetto non deve rivolgersi a danno degli altri, della collettività. Gli interessi personali dettati dall'egoismo non devono emergere sul tutto e travolgere gli altri uomini poiché ognuno è un mondo a sé ed ognuno vuoi essere il primo. Ecco l'errore. Ma l'uomo predica il bene e vive nel male. L'uomo cede alle passioni perché l'uomo è immaturo. Egli è come un bimbo. Egli ha bisogno di essere guidato. Ma che forse un cieco può guidare un bimbo. Ecco l'errore. I ciechi son coloro che hanno in mano il potere. Coloro che hanno i frutti migliori e che rinnegano i fratelli affamati. Cristo disse: non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te. Ecco come Cristo non era nell'errore. Ed ecco come gli uomini lo inchiodarono alla croce. Ed ecco come l'uomo nei secoli e nei millenni vaga cieco e accecato nell'errore. Io vi dico che l'uomo è un bimbo. Quando egli crescerà saprà vedere bene e soprattutto non guarderà ai ciechi come a delle guide. Soprattutto non si nutrirà di oppio, ma di Luce. Soprattutto vedrà se medesimo oltre la vita corporea e agirà in funzione e di ciò che vede e sente: in funzione della verità. Ma quando? Ecco il grande interrogativo. Io dico: voi siete nel tempo. Ebbene il tempo sanerà i vostri mali. Ma intanto non cedete all'ignominia, intanto non state lì ad aspettare il miracolo. Il miracolo - io dico - siete voi, è la vostra volontà. Dunque operate a ciò che tale volontà cambi il mondo in bene. Ma non con la violenza, non con gli uni contro gli altri. Io dico tollera uomo e vivi nel bene e vivi nella scienza e vivi nella rettitudine secondo coscienza e secondo ciò che gli altri chiedono a te. Uomo sappi essere degno di Dio.
Violenza? Cosa credi che sia ciò che chiami violenza se non il fratello contro il fratello? Tu credi che l'uomo sia in diritto di offendere l'altro uomo sol perché l'altro uomo sia appunto un'altro, cioè non in te? No, egli è fuori di te ma è in te poiché è la parte che a te manca per essere uomo. Se tu fossi l'unico al mondo cosa diresti di te? Non diresti certo che sei un uomo perché non avresti la misura della tua umanità. Io questo dico: Un uomo è tale quando può paragonarsi ad un uomo. Non avendo la pietra di paragone cosa penseresti di te? Ecco ciò che dovrebbe far l'uomo migliore. K
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